L'avevo promesso, a bocce ferme e nuovo sindaco insediato (a breve la giunta), riprendiamo il discorso che, in campagna elettorale, ha infiammato gli animi: la cementificazione - vera o presunta - del nostro Paese. Si è trattato evidentemente di un argomente di facile "presa" sull'opinione pubblica con il quale si è fatta molta demagogia e che per molti è diventato un vero e proprio cavallo di battaglia. Tutti i candidati sindaci (a parte Elli e Pellegrino) l'hanno ampiamente utilizzato dimostrando - almeno nelle tre occasioni di confronto pubblico - una profonda ignoranza (non conoscenza) del nuovo strumento urbanistico. L'equazione - sostanzialmente sbagliata - da tutti utilizzata è stata: PGT (Piano del governo del territorio) approvato dall'amministrazione Riva = nuovo centro commerciale + tante gru e tanti cantieri aperti in giro per il Paese. Niente di più sbagliato e falso. All'amministrazione Riva possono essere ricondotti - dal punto di vista delle scelte urbanistiche effettuate nei 10 anni di governo - una decina di Piani integrati di intervento (per semplificare strumenti di recupero delle aree dismesse) dei quali, con la sola eccezione di quello approvato a Robbiano, personalmente rivendico validità e bontà. Da tutti i punti di vista. Il nuovo PGT che viceversa è tutto attribuibile a noi vedrà la sua concreta applicazione nei prossimi anni e chi lo conosce sa che è uno strumento molto più attento del vecchio alle esigenze del nostro territorio (almeno per come noi lo abbiamo costruito). Vedremo presto come questi signori che a parole si preoccupano dell'ambiente e del territorio lo trasformeranno in meglio o, come temo, in peggio. Molti di quelli che in campagna elettorale urlavano alla luna (non solo i candidati sindaci ma anche molti componenti delle liste) sono certamente i respondabili (diretti o indiretti) delle scelte fatte con il vecchio PRG (Piano regolatore generale) adottato dalla vecchia amministrazione Cassina nel lontano 1999. Sono anche convinto, e lo dico per onestà intellettuale, che le scelte che comunque hanno "aperto" all'edificazione con il vecchio PRG (ad esse vanno ricondotte le gru e i cantieri aperti in giro), non sono attribuibili al prof. Cassina ma a tutti i nani e alle ballerine che gli giravano intorno e che attraverso la presentazione ed approvazione di tutta una serie di osservazioni hanno stravolto l'impianto originario del PRG. Il bello della vicenda è che si tratta di molti degli stessi che oggi urlano. Qui finisco col passato e adesso guardiamo avanti: il PGT per come è oggi configurato è uno strumento urbanistico valido ed equilibrato sul quale, temo, qualcuno metterà presto le mani e purtroppo non per migliorarlo. Ricordo a tutti come Giussano Democratica abbia lavorato e si sia impuntata per quella che davvero rappresenta la principale scelta qualificante del Piano: l'aver mantenuto "a verde" l'ultimo polmone rimasto a Giussano, la c.d. area bianca di Birone. E qui vedremo chi è attento all'ambiente e al territorio e chi lo è solo a parole.
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